Presentata dal Comitato interministeriale per gli affari europei (Ciae) la bozza delle linee guida del Recovery Plan che fissa le priorità del Governo per l’utilizzo dei 209 miliardi di fondi europei.
Innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale, infrastrutture, coesione sociale e territoriale: sei capitoli e 32 pagine definiscono le sei macro-missioni, cui si aggiunge anche la sanità, al cui interno si trovano le “azioni-progetti”, al momento titoli ancora da riempire.

Per quanto di nostro interesse, segnaliamo gli obiettivi fissati dalle linee guida relativi al cluster della sostenibilità ambientale:

  • Investimenti finalizzati a conseguire obiettivi European Green Deal (inclusa la strategia «From farm to fork»);
  • Infrastrutture per la graduale de-carbonizzazione dei trasporti e mobilità di nuova generazione;
  • Adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria;
  • Miglioramento efficienza energetica e antisismica edifici pubblici e degli stabilimenti produttivi;
  • Gestione integrata del ciclo delle acque (anche ai fini irrigui) e monitoraggio della qualità delle acque interne e marine ai fini degli interventi di contrasto all’inquinamento;
  • Protezione ambiente e mitigazione rischi idrogeologici e sismici;
  • Riconversione produzione e trasporto energia in chiave sostenibile;
  • Investimenti per economia circolare (rifiuti, fonti rinnovabili);
  • Sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia (Taranto).

Nel piano per le infrastrutture viene invece evidenziata la necessità di una nuova stagione di pianificazione strategica di medio periodo, con un piano di sviluppo integrato, sostenibile e interconnesso per un Paese più competitivo, equo e vivibile, riducendo il divario tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno. Fra gli obiettivi, il completamento dei corridoi ferroviari europei Ten-T, inclusa quindi la Torino-Lione (Tav), l’alta velocità per passeggeri e merci e la mobilità sostenibile pubblica e privata.

Per quanto riguarda il lavoro, di cui si tratta nel cluster “Equità, inclusione sociale e territoriale”, l’obiettivo ambizioso è di aumentare il tasso di occupazione di dieci punti per arrivare all’attuale media europea. Per farlo, si prevedono un piano per il lavoro femminile, incentivi per le assunzioni nel Mezzogiorno e un rafforzamento delle politiche attive.

Le linee guida consentiranno l’interlocuzione con il Parlamento italiano e con la Commissione europea, al fine di presentare il PNRR a partire dal gennaio 2021, in linea con il calendario stabilito dall’UE.

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