#Sersys Tips | Cosa sono le acque reflue

Le acque reflue, o acque di scarico, sono le acque utilizzate nelle attività umane, domestiche, industriali o agricole, che per questo motivo contengono sostanze organiche e inorganiche che possono recare danno alla salute e all’ambiente. Queste tipologie di acque, dopo il loro utilizzo, non possono quindi essere riversate direttamente nell’ambiente (nel terreno, nei fiumi, nei laghi e nei mari) senza prima essere sottoposte a interventi di depurazione costantemente monitorati
Questo processo deve essere effettuato secondo le normative italiane e comunitarie, che prevedono azioni necessarie a raggiungere o mantenere il buono stato di qualità delle acque superficiali o profonde, tutelandole dall’inquinamento.

La classificazione delle acque reflue

La normativa definisce tre tipi di acque reflue che possono essere scaricate:
Domestiche: provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi, derivanti specialmente dal metabolismo umano ed attività domestiche.
Industriali: scaricate da edifici o impianti dove si svolgono attività commerciali o di produzione di beni.
Urbane: sono acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche ed industriali, convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato.

Le acque reflue possono inoltre essere divise in:
Bianche: utilizzate per il raffreddamento degli impianti industriali, acqua usata per pulire l’esterno o raccolta dalla pioggia.
Grigie: risultato delle lavorazioni delle cucine e delle lavanderie, sono acque cariche di sostanze grasse, detergenti e sbiancanti.
Nere: provenienti dagli scarichi dei sanitari (WC, doccia, vasca) e cariche di sostanze come detergenti, oli, sgrassanti e detersivi.

Cosa sono gli impianti di depurazione

Si possono definire “impianti di depurazione” quegli impianti destinati al trattamento delle acque reflue (ovvero quel particolare processo attraverso cui avvengono le varie procedure di decontaminazione delle acque, provenienti da scarichi civili ed industriali).

La depurazione delle acque reflue avviene attraverso diverse fasi, durante le quali vengono eliminate le sostanze tossiche dai rifiuti liquidi, trasformando il tutto in fanghi; questi ultimi, non essendo ancora del tutto privi di materiale dannoso, a loro volta subiscono altri particolari trattamenti. A questo punto, i fanghi ottenuti possono essere smaltiti in discariche speciali, oppure utilizzati in agricoltura o recati presso gli impianti adibiti al compostaggio.

Gli impianti di trattamento e smaltimento delle acque reflue vengono solitamente gestiti da aziende private, il cui compito specifico è seguire attentamente le varie lavorazioni ed i trattamenti adeguati, effettuando anche le dovute analisi preventive, affinché si possa definire l’esatta entità del rifiuto, che deve poi essere smaltito attraverso delle lavorazioni proprie.

La normativa

Come da definizione riportata all’articolo 74 del D.Lgs. 152/06 per scarico s’intende qualsiasi immissione di acque reflue effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore (acque superficiali, suolo, sottosuolo e rete fognaria), indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione.

La regola fondamentale che presiede alla materia è che “tutti gli scarichi devono essere autorizzati” (art. 45, comma 1, D.Lgs. 152/1999) dall’autorità competente in quanto sono disciplinati in funzione del rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici recettori e devono comunque rispettare i valori limite previsti dall’allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006. I valori limite sono indicati in tabelle differenziate, contenute in detto allegato, a seconda della tipologia di scarico e del corpo recettore.

Gli scarichi nel sottosuolo derivanti da qualsiasi attività civile o industriale sono categoricamente vietati, mentre quelli su suolo o strati superficiali del sottosuolo sono di norma vietati fatta eccezione per quelli domestici (RR 3/2006) e per quelli derivanti da attività industriali o urbane. Tale ultima eccezione è ammessa qualora risulti tecnicamente impossibile o eccessivamente oneroso, a fronte dei benefici ambientali, scaricare in acque superficiali, in relazione ai criteri stabiliti nell’Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. 152/2006. È permesso in ogni caso lo scarico sul suolo o strati superficiali del sottosuolo degli scaricatori di piena, delle acque provenienti dalla lavorazione delle rocce native, delle acque meteoriche raccolte mediante fognatura separata, delle acque derivanti dallo sfioro dei serbatoi idrici.

Gli scarichi di acque reflue urbane in corpi idrici superficiali devono rispettare i limiti fissati alle tabelle 1 e 2 del D.Lgs. 152/06, riportate nell’Allegato 5 alla Parte Terza del medesimo decreto.

La tutela delle acque è una tipica competenza delle Regioni attraverso gli strumenti di pianificazione previsti dal D.Lgs.152/06. Attraverso i Piani di tutela delle acque e i Piani di gestione del bacino idrografico, le Regioni individuano i principali apporti inquinanti e il loro effetto sulla qualità dai corpi idrici.

Sono poi le Province, che hanno la competenza al rilascio delle autorizzazioni allo scarico in corso d’acqua superficiale (fiumi, torrenti, rogge, laghi e canali, sia naturali sia artificiali), su suolo o negli strati superficiali del sottosuolo e in falda, per le seguenti tipologie di scarichi: acque reflue domestiche e assimilate; acque meteoriche di dilavamento di prima e di seconda pioggia e acque di lavaggio di aree esterne; acque reflue urbane (reti fognarie comunali); acque di processo (industriali); acque di raffreddamento e acque utilizzate negli impianti di scambio termico (pompe di calore).

Le attività di Sersys nel trattamento delle acque reflue

Sersys Ambiente è consapevole che tutti, aziende e privati cittadini, hanno il dovere di utilizzare l’acqua con la massima cautela, evitando sprechi e adottando un comportamento che consenta di preservarla.
Sersys si rivolge quindi alle aziende progettando e realizzando impianti dedicati al trattamento delle acque e alla loro gestione e manutenzione attraverso formule contrattuali personalizzate.
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