Abbandono di rifiuti e Beach Litter: che cos’è il Littering e come combatterlo

Plastiche, mozziconi di sigarette, cartacce e, da un anno, anche mascherine abbandonate sul ciglio della strada o sulla spiaggia: il littering è uno dei problemi ambientali più urgenti da affrontare, insieme ai cambiamenti climatici. Sporcizia e rifiuti invadono le piazze e i litorali, provocando inquinamento: vediamo che cos’è il littering e come fare per contrastarlo anche in vacanza.

Littering: significato

Con la parola inglese “littering” si intende l’abbandono indisciplinato di rifiuti di piccole dimensioni negli spazi pubblici.

Il problema del littering non va confuso con quello dello smaltimento illegale di rifiuti, pratica abusiva determinata dalla volontà di aggirare i costi di gestione: per quanto riguarda il littering, la questione è soprattutto di natura culturale. A incidere è infatti il comportamento dei singoli cittadini, che invece di conferire i piccoli rifiuti prodotti nei cestini e nei contenitori a disposizione, li depositano con noncuranza direttamente in strada

Abbandono di rifiuti: un danno ambientale ed economico

La pratica del littering comporta un ingente danno ambientale: innanzitutto, se i rifiuti non vengono differenziati correttamente è impossibile gestire e predisporre il riciclo o riutilizzo di rifiuti. Abbandonare i piccoli rifiuti in strada, insomma, significa escludere la possibilità di recuperare materia e dunque risparmiare risorse. Inoltre, i rifiuti dispersi nell’ambiente si decompongono con estrema lentezza: per fare qualche esempio, una gomma da masticare impiega a decomporsi 5 anni, una busta di plastica dai 100 ai 1.000, mentre una bottiglia in plastica non si disgrega mai del tutto. A questo, si aggiunge l’inquinamento: un mozzicone di sigaretta, per esempio, può inquinare fino a 60 litri d’acqua.

E proprio i mari e i corsi d’acqua rappresentano uno degli aspetti più emergenziali del littering: la plastica abbandonata negli spazi pubblici penetra anche negli oceani, oggi invasi da microplastiche. Oltre al danno ambientale, il littering ha anche un elevato costo economico che si riflette sulla collettività: quello dell’attività di rimozione dei piccoli rifiuti dagli spazi pubblici.

Beach Litter: i rifiuti in spiaggia

783 rifiuti ogni centro metri lineari di spiaggia: è questo il disarmante censimento di Legambiente nella sua ultima indagine sul Beach Litter che ha visto protagoniste 47 spiagge 13 regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto).

Sono stati conteggiati un totale 36.821 rifiuti in un’area di 176 100 mq, per una media, dunque, di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia: un dato reso ancora più preoccupante dai target di riferimento a livello europeo, per i quali una spiaggia è in buono stato ambientale con meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa.

Proprio la plastica è il materiale maggiormente rinvenuto tra i rifiuti sulle spiagge, derivante soprattutto da imballaggi usa e getta per il consumo del cibo e delle bevande: su circa un terzo dei lidi monitorati nell’indagine, la percentuale di plastica è almeno il 90% dei rifiuti censiti, mentre sul 72% delle spiagge sono stati ritrovati scarti riconducibili all’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19: guanti usa e getta o mascherine.

Cosa fare per contrastare l’abbandono di rifiuti

Favorire un’educazione civica che attribuisca l’enorme peso e gravità all’abbandono indiscriminato di piccoli rifiuti negli spazi pubblici è sicuramente il primo passo per contrastare il littering. Ciascuno può dare il proprio contributo comportandosi in maniera responsabile e gettare i propri piccoli rifiuti negli appositi cestini: anche in vacanza.

Un cittadino consapevole, infatti, è l’arma numero 1 contro il fenomeno del littering: per questo McDonald’s in collaborazione con FISE Assoambiente e Utilitalia ha ideato il progetto “Le giornate insieme a te per l’ambiente”. I dipendenti dei ristoranti McDonald’s saranno coinvolti in prima persona per contribuire a mantenere puliti parchi, strade, spiagge e piazze a seconda delle esigenze specifiche di ogni Comune, coinvolgendo anche associazioni e cittadini.

Oltre alle campagne di sensibilizzazione, sempre più Comuni hanno deciso di organizzare operazioni anti-littering di raccolta dei rifiuti, sulle spiagge o nei parchi, parallele al servizio di nettezza urbana.

Inoltre, contro i mozziconi di sigaretta dispersi sui marciapiedi o in spiaggia, anche quest’anno è ripartita la campagna #CambiaGesto ideata da Philip Morris, con la partecipazione di Plastic Free Onlus. Si tratta da una campagna itinerante che ha visto il coinvolgimento di 18 città, attraverso sensibilizzazione, distribuzione di posaceneri tascabili e raccolta di mozziconi dagli spazi pubblici. Proprio il problema dei rifiuti da fumo è infatti particolarmente esteso: su 100 fumatori osservati durante una ricerca, 70 avevano gettato il mozzicone a terra, consegnando all’ambiente un rifiuto che impiega fino a 15 anni per degradarsi.

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