Negli scorsi giorni è stato presentato a Roma lo studio annuale “L’Italia del Riciclo”, il Rapporto promosso e realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE UNICIRCULAR (l’Unione Imprese Economia Circolare), che ogni anno fa il punto sullo sviluppo delle diverse filiere del riciclo in Italia.

Tra i capitoli più interessanti, come di consueto, quello sulla frazione organica.
Vediamo di seguito i principali risultati e spunti emersi dallo studio.

Rifiuti organici: in crescita la raccolta differenziata in Italia

Sulla scorta dei dati ISPRA pubblicati alla fine del 2020, si conferma la crescita della raccolta differenziata dei rifiuti urbani in Italia anche nel 2019, con un dato superiore a 7,3 Mt e un incremento rispetto all’anno precedente di circa 0,2 Mt (+3,1%). Nonostante l’incremento complessivo si registra una crescita rallentata della frazione verde (+1,8%) rispetto alla frazione umida (+3,6%), quasi certamente da imputare alla gestione dettata della modifica all’art. 185, del D.Lgs. 152/2006 con la Legge 28 luglio 2016, n. 154 (cosiddetto Collegato Agricoltura).
Il recente recepimento del Pacchetto Economia Circolare ha finalmente sanato il vulnus normativo, e si prevede di vederne gli effetti con un’auspicabile crescita delle intercettazioni.

Il compostaggio (anche unitamente alla digestione anaerobica) ha sempre garantito e garantisce tuttora: l’igienizzazione del materiale grazie alle temperature sviluppate dal processo biologico (tra 50 e 70°C per più settimane); la rimozione di erbe infestanti e, soprattutto, di fitopatogeni (malattie delle piante) e fitofagi (insetti delle piante); l’umificazione della sostanza organica; la tracciabilità, in quanto il rifiuto organico verde è tracciato dal luogo di produzione fino al compost da esso derivato.

Acque reflue e fanghi di depurazione

Dal Rapporto emerge come in Italia siano attivi circa 18.000 impianti di depurazione delle acque reflue urbane (ISTAT, 2015), che servono complessivamente circa 35 milioni di abitanti. Per garantire la tutela delle acque, il sistema nazionale di depurazione deve arrivare a coprire in breve tempo anche i Comuni che ne sono attualmente sprovvisti. In molti Comuni italiani, più di 300, con una popolazione corrispondente di 1,4 milioni di abitanti è ancora totalmente assente il servizio di depurazione delle acque reflue urbane (ISTAT, 2015). È dunque prevedibile e del tutto auspicabile una crescita dei volumi di acque reflue trattate, con il conseguente aumento dei fanghi di risulta da avviare a successiva gestione.

Dai dati ISPRA contenuti nel Rapporto Rifiuti Speciali 2021 si rileva che nel 2019 i quantitativi di fanghi dal trattamento delle acque reflue urbane prodotti sul territorio nazionale sono quasi 3,4 Mt tal quali. È auspicabile che il recupero costituisca la forma di gestione preferenziale in quanto questi materiali hanno caratteristiche fisico-chimiche che li rendono estremamente preziosi per l’agricoltura, in particolare nutrienti. L’attività di lavorazione e trasformazione dei fanghi di depurazione rappresenta dunque un esempio concreto di economia circolare.

Gestione dei rifiuti organici nel territorio italiano

In base ai dati pubblicati da ISPRA nel suo rapporto annuale, nel 2019 sono state raccolte circa 7,3 Mt di rifiuti organici (5,3 Mt di FORSU e 2 Mt di verde). Su base nazionale l’incidenza pro-capite è 121 kg/a con una generazione di circa 87 kg/ab/a di frazione umida e 34 kg/ab/a di frazione verde.
I rifiuti raccolti sono stati avviati a riciclo in 345 impianti distribuiti sul territorio nazionale e suddivisi in impianti di compostaggio e impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio. Gli impianti integrati trattano il 51% dei rifiuti a matrice organica, quindi per la prima volta hanno superato, in termini di quantitativi trattati, gli impianti di compostaggio.

Criticità del settore del riciclo e recupero energetico

Diverse le criticità vissute dal settore: la carenza di impianti di riciclo e recupero dei rifiuti rappresenta un ostacolo allo sviluppo del settore, dato che i trasporti su lunga distanza determinano un incremento dei costi di avvio a recupero, minando così la sostenibilità economica dei sistemi di raccolta differenziata.
Pertanto, a parere del CIC, negli ambiti deficitari è necessario canalizzare gli investimenti infrastrutturali in maniera prioritaria per il revamping degli impianti esistenti e per la realizzazione di un’idonea impiantistica dedicata al recupero del rifiuto organico: il PNRR è un’opportunità per destinare fondi al completamento di questo necessario processo di crescita e ottimizzazione.

Contemporaneamente è necessario avviare strategie di valorizzazione/commercializzazione del compost presso il settore agricolo, floro-vivaistico, forestale e paesaggistico, promuovendo l’evoluzione impiantistica anche verso la produzione di biometano per il trasporto e/o l’immissione in rete.

Con riferimento ai fanghi di depurazione, secondo gli estensori del Rapporto è auspicabile che l’economia circolare non sia un obiettivo ideologico o un concetto astratto a cui fare riferimento, ma un principio di applicazione quotidiana. Ciò vale ancora di più se si pensa che in questo specifico ambito le scelte e gli orientamenti dati al comparto hanno effetti indiretti molto importanti sul sistema di depurazione delle acque (produttore del rifiuto) e sul comparto agricolo (destinatario del prodotto ottenuto a valle della filiera di recupero).
Oggi, inoltre, gli organismi tecnici di livello mondiale hanno ben chiarito che l’aumento dell’utilizzo dei fertilizzanti organici rinnovabili rappresenta un aiuto concreto al pianeta; in particolare, per una reale svolta green dell’agricoltura, è auspicabile che il passaggio all’utilizzo dei fertilizzanti organici rinnovabili diventi pressoché totale. Per raggiungere tale traguardo è però necessario affiancare a obiettivi politici a breve e medio termine anche una informazione adeguata, supportata da contenuti tecnico-scientifici, affinché gli interlocutori percepiscano in maniera chiara e certificata gli effetti benefici della filiera.

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