Monitoraggi ambientali – La parola ai Manager Sersys Ambiente

Continuiamo la serie di interviste dedicate ad approfondire le nostre attività e i progetti più innovativi messi in campo dal nostro team.
Con Marco Scarrone, Responsabile Consulenza & Progetti ambientali di Sersys Ambiente, scopriamo come i monitoraggi ambientali siano il tassello fondamentale sul quale può e deve poggiare lo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Monitoraggi ambientali Manager Sersys Ambiente

Quali sono i processi che consentono di valutare l’impatto ambientale delle opere?

Il monitoraggio ambientale è lo strumento che consente di misurare in modo oggettivo l’impatto di un progetto sull’ambiente, garantendo che l’opera sia eseguita in coerenza con i principi dello sviluppo sostenibile e con le procedure di valutazione ambientale.
Questa attività viene eseguita conformemente a quanto stabilito dal Piano di Monitoraggio Ambientale (il cosiddetto “PMA”). Tale documento è redatto secondo specifiche Linee Guida del Ministero Ambiente ed è approvato dalle autorità competenti a seconda delle dimensioni dell’opera stessa.
Il PMA prevede obbligatoriamente un periodo di monitoraggio da eseguire anche prima dell’avvio dell’opera stessa (ante opera), al fine di ottenere una fotografia dello stato dell’ambiente, prima che questo sia interessato dalle attività di realizzazione del progetto stesso. In tal modo funge da “bianco” per poter valutare i risultati del monitoraggio eseguiti in corso d’opera ed eventuali scostamenti rispetto allo stato di fatto.
Allo stesso modo è anche prevista una fase di monitoraggio al termine dell’opera (post -opera), al fine di valutarne eventuali impatti residui.

Il PMA è redatto con particolare attenzione alle aree maggiormente sensibili per le diverse componenti ambientali prese in considerazione nel progetto. L’area oggetto del monitoraggio è generalmente definita “area vasta” poiché, in particolare per le grandi opere infrastrutturali, interessa una porzione di territorio più vasta rispetto a quella strettamente interessata dall’opera. A tal fine sono individuati e monitorati anche i cosiddetti recettori sensibili, quali ad esempio scuole ed ospedali, che potrebbero essere impattati dalle attività di realizzazione dell’opera pur non trovandosi all’interno delle aree direttamente interessate.

 

Quanto conta, nei progetti di monitoraggio ambientale, la capacità di gestire diversi livelli di interlocuzione?

Nei progetti di monitoraggio ambientale, il savoir faire di Sersys Ambiente si declina non solo nella capacità di gestire, principalmente con proprie strutture ed attraverso i propri laboratori (certificati Accredia – UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018 ed inseriti nella lista 1 del Ministero della Salute per analisi amianto), le diverse fasi di campionamento, di analisi e di restituzione e validazione del dato, ma anche nell’attività di project management.
Risulta altresì fondamentale l’interlocuzione con le autorità competenti preposte al controllo ai vari livelli – Ministero dell’Ambiente, Regioni, Province, Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente – e nei diversi tavoli istituzionali, quali gli Osservatori Ambientali, nati per garantire la più completa informazione in merito alla tutela ambientale di un’infrastruttura ad impatto significativo sul territorio e di sovrintendere all’accompagnamento ambientale dell’opera. Non ultimo è il rapporto con il territorio, in particolare con i residenti e le istituzioni per lo svolgimento delle attività di monitoraggio e la relativa installazione degli strumenti.

Come si stabiliscono i parametri analitici utili per ottenere una descrizione dello stato qualitativo e quantitativo delle componenti e dei fattori ambientali considerati sensibili all’interno dell’area di indagine?

Le attività di monitoraggio sono per loro natura interdisciplinari e coinvolgono diverse componenti e/o matrici ambientali, dalle acque superficiali (fiumi e torrenti) e sotterranee, all’aria e alla fauna, fino alla vegetazione e al paesaggio. Il PMA è appunto redatto al fine di individuare puntualmente quali siano le componenti e/o matrici ambientali da indagare in funzione della tipologia del progetto da realizzare e del territorio sulla quale l’opera andrà ad impattare, considerandone anche le eventuali fragilità e peculiarità (ad esempio la presenza di unità geologiche contenenti amianto di origine naturale).

 

Quali opere infrastrutturali hanno coinvolto Sersys Ambiente relativamente al monitoraggio ambientale?

Nel corso degli ultimi venti anni, Sersys Ambiente ha sviluppato, relativamente ai monitoraggi ambientali, una expertise riconosciuta a livello nazionale che l’ha vista impegnata nel monitoraggio di alcune delle più importanti opere infrastrutturali italiane, quali l’autostrada e l’alta velocità Torino – Milano, le Olimpiadi di Torino 2006, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, l’alta velocità Torino – Lione e Milano – Genova.

 

In questo ambito cosa prevede l’attività di consulenza di Sersys Ambiente?

Sappiamo infatti che sono anche di grande rilevanza la Due Diligence Ambientale (DDA) e lo studio del territorio e della storicità dell’area produttiva, con l’identificazione delle passività ambientali associate a contaminazione di aria, suolo, sottosuolo o corpi idrici, così come le autorizzazioni ambientali.

L’impegno per lo sviluppo sostenibile di Sersys è costantemente presente anche nelle attività di redazione della documentazione tecnica per la richiesta di autorizzazioni ambientali che sono elaborate dall’Area Consulenza e Progetti Ambientali.
Nella fase di elaborazione di tale documentazione i nostri tecnici si confrontano costantemente con il cliente, al fine di supportarlo nel definire, già in fase di progettazione, i valori limiti emissivi di riferimento per le diverse matrici ambientali oggetto delle autorizzazioni sulla base della normativa vigente (nazionale e regionale) e delle migliori tecniche disponibili di settore (Best Available Techniques – BAT) a livello europeo e nazionale.
Questa attività, se necessario e possibile, si svolge anche mediante confronti tecnici con le autorità competenti in modo, da un lato, di ottimizzare i tempi previsti dalla normativa per l’ottenimento delle autorizzazioni e, dall’altro, di consentire di ottenere l’autorizzazione del progetto, così come presentato.
Questa attività di gestione degli iter autorizzativi ambientali è stata sviluppata per svariate tipologie di progetti, dalle centrali termiche, di cogenerazione e di termovalorizzazione, all’industria manifatturiera, quale ad esempio il comparto automotive.

Proprio sfruttando le competenze acquisite nell’ambito autorizzativo e dello sviluppo di sistemi di gestione ambiente, sicurezza ed energia, Sersys Ambiente è anche in grado di sviluppare attività di Environmental Due Diligence Investigation (EDD), in caso di vendita o acquisizione di asset industriali. La EDD è intesa come audit ed investigazione di siti industriali, in attività o dismessi (brownfield), al fine di individuare possibili passività ambientali, sia in termini di autorizzazione, rispetto delle prescrizioni autorizzative e normative, sia di vincoli territoriali, con riferimento all’eventuale presenza di sostanze pericolose (ad esempio manufatti contenenti amianto, PCB) o di inquinamento del suolo e delle acque sotterranee.
Sersys Ambiente è in grado di eseguire con i propri specialisti tutte le fasi di una EDD partendo da quella di esame documentale e vista del sito, alle indagini in campo con campionamenti di aria, acqua e suolo al fine di determinare quantitativamente il valore delle passività ambientali.

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