L’end of waste per una vera economia circolare

Per la Ellen MacArthur Foundation l’economia circolare è “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola”. Tale modello, pertanto, prevede una nuova forma di pensiero delle fasi dell’attività economica che intervenga sul reperimento delle risorse, sulla produzione dei beni e dei materiali, così da ridurre gli sprechi e garantire, contemporaneamente, maggiori performance di durata già nella fase progettuale e massima riutilizzabilità e recupero una volta che il prodotto giunge a fine vita, e sulla gestione dei rifiuti.
Riciclare è un passaggio fondamentale per l’economia circolare perché significa trasformare un rifiuto in una risorsa (materia prima, sostanza o prodotto). Per riciclare occorre sapere però quando, a quali condizioni e per fare cosa un rifiuto cessa di essere tale (end of waste).
L’introduzione dei concetti di End of Waste e sottoprodotto è dunque la leva indiscussa per il passaggio ad un’economia di tipo “circolare”. Poiché tuttavia i rifiuti sono un tema di interesse pubblico l’end of waste non può essere deciso dal riciclatore, ma deve essere stabilito dall’autorità.

Sersys Ambiente - end of waste

Quali rifiuti sono stati già trasformati in risorsa

Ad oggi, però, solo per vetro, metalli, combustibile da rifiuti, fresato d’asfalto, PAP e gomma vulcanizzata granulare sono state decise regole europee o nazionali che consentono la trasformazione da rifiuto a risorsa.

Rottami metallici (Regolamento UE)
Il regolamento, pubblicato in GUUE l’8 aprile del 2011, reca i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici (rottami di ferro, acciaio e alluminio, inclusi i rottami di leghe di alluminio) cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE. Il provvedimento si è applicato a tutti gli effetti a partire dal 9 ottobre 2011. Per perdere la qualifica di rifiuti, il regolamento prevede che i rottami dovranno aver terminato qualsiasi trattamento (taglio, frantumazione, lavaggio e disinquinamento) necessario alla loro preparazione per l’utilizzo finale presso gli impianti dedicati per l’acciaio e l’alluminio, come acciaierie, fonderie e raffinerie di alluminio.

Rottami di Vetro (Regolamento UE)
Il regolamento stabilisce i criteri atti a determinare in quali casi i rottami di vetro, destinati alla produzione di sostanze od oggetti di vetro attraverso processi di rifusione, cessano di essere rifiuti ai sensi della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Regolamento è stato applicato a partire dall’11 giugno 2013.

Rottami di Rame (Regolamento UE)
Il regolamento stabilisce i criteri che determinano quando i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE. Il regolamento crea le condizioni per la produzione di rottami di rame privi di pericolosità e sufficientemente esenti da metalli diversi dal rame e da composti non metallici.

Combustibili solidi secondari
In assenza di criteri comunitari riguardanti l’End of Waste dei Combustibili Solidi Secondari, in Italia e stato emanato il primo regolamento EoW, ossia il D.M. 14 febbraio 2013, n. 22. Tale decreto prevede il regolamento recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell’art. 184-ter, comma 2, del TUA.

Conglomerato Bituminoso (Fresato d’Asfalto)
È stato pubblicato nella Serie Generale n.139 della Gazzetta Ufficiale del 18 giugno 2018 il “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.” Il regolamento fissa i criteri specifici che interessano talune categorie di conglomerato bituminoso di recupero scaturite dalla fresatura e dalla frantumazione delle pavimentazioni stradali per i quali il tale rifiuto (fresato d’asfalto) cessa di essere tale.

PAP, rifiuti da prodotti assorbenti per la persona
Il decreto è stato firmato il 15 maggio 2019. Riguarda una produzione di circa 900.000 tonnellate di rifiuti prodotti che generalmente vengono smaltiti per lo più in discarica. A valle di un trattamento di sterilizzazione e separazione, si ottengono invece 3 materiali: miscela di plastiche, polimero superassorbente SAP e cellulosa a basso e alto contenuto di SAP.

Gomma vulcanizzata granulare
Il decreto è stato firmato il 31 marzo 2020.In Italia vengono raccolte annualmente circa 400.000 tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU), già coperti da un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR). Grazie alla nuova normativa vengono definite dettagliatamente le tipologie di rifiuti ammessi alle lavorazioni negli impianti, oltre ad un sistema di test e di tracciamento che garantirà qualità e sicurezza delle applicazioni realizzate con l’utilizzo del granulo e polverino da PFU da parte di un numero sempre crescente di aziende specializzate, a partire dai conglomerati bituminosi che potranno portare significativi benefici alla rete stradale nazionale.

E per le altre tipologie di rifiuto?

Per recuperare le altre tipologie di rifiuto restano ad oggi solo due alternative:

  • ricorrere provvisoriamente ad un decreto che risale al 1998 ed è stato aggiornato una sola volta, quindi incompleto perché non comprende tutti i rifiuti, tutti i processi di riciclo in linea con le moderne tecnologie e tutte le possibili risorse ottenibili dai rifiuti.
  • ottenere una specifica autorizzazione rilasciata “caso per caso” dalle autorità territoriali competenti (Regione o Provincia delegata).

I prossimi decreti end Of waste

Carta da macero. È il prossimo decreto end of waste in preparazione.
Al momento è stato inviato alla Commissione europea lo schema di regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto da carta e cartone ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Fino al 7 settembre 2020 la Commissione europea e gli altri Stati membri possono formulare pareri e osservazioni e fino a tale data (prorogabile di altri 3 mesi) il provvedimento non potrà quindi acquisire efficacia nell’ordinamento interno.
Nel 2018 in Italia la raccolta differenziata di carta e cartone dai rifiuti urbani e assimilati è stata di circa 3,39 milioni di tonnellate, equivalente a più di 56,3 chilogrammi per abitante.
Rifiuti da costruzione e demolizione (C&D). I rifiuti da costruzione e demolizione (rifiuti C&D) rappresentano una fetta preponderante della produzione italiana di rifiuti speciali. Si tratta, comprese le terre e rocce da scavo di circa 51 milioni di tonnellate annue, circa il 70% dell’end of waste.
Anche in questo caso, è stato inviato alla Commissione europea lo schema di regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto della componente inerte non pericolosa dei rifiuti da spazzamento stradale ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del Dlgs 152/2006. La Commissione europea e gli altri Stati membri possono formulare pareri e osservazioni fino al 5 ottobre 2020 e fino a tale data, prorogabile di altri 3 mesi, il provvedimento non potrà acquisire efficacia nell’ordinamento interno.

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