Il ruolo del waste-to-energy nella transizione verde

Qual è il ruolo del waste-to-energy nella transizione verde del nostro Paese? Quale ruolo potranno giocare i rifiuti nel processo di decarbonizzazione?
Sono queste la domanda da cui prende avvio lo studio del Laboratorio REF Ricerche “Il ruolo del waste-to-energy nella transizione verde”, presentato nelle scorse settimane.
La survey analizza gli incentivi alla produzione di energia dai rifiuti, cosiddetto “WasteTo- Energy” (WTE), a partire dalle indicazioni di matrice comunitaria in materia di strumenti economici, dal Nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare , dal recente Regolamento sulla Tassonomia e dai criteri di impiego del Just Transition Fund (JTF). Contestualmente, vengono forniti i dati più aggiornati dei meccanismi di incentivazione in essere, analizzando le tendenze recenti e future.

Una riflessione che si rende necessaria in vista del ruolo che il WTE sarà in ogni caso chiamato ad assolvere a complemento degli obiettivi di riciclaggio e smaltimento in discarica, anche oltre il 2035. Senza dimenticare l’importanza che il waste-to-energy può e deve rivestire nell’ambizioso percorso di decarbonizzazione che, entro il 2050, mira a rendere l’Unione Europea (UE) neutrale dal punto di vista delle emissioni nette di gas a effetto serra.

L’analisi parte dall’assunto che negli ultimi 20 anni l’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è stata lo strumento economico che ha consentito di traguardare gli obiettivi indicati dalle direttive europee: soddisfare almeno il 20% del fabbisogno energetico con le energie rinnovabili al 2020.
Lo sforzo sostenuto dai cittadini e dalle imprese attraverso la bolletta elettrica ha sorretto la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Gli incentivi hanno contribuito con diversa intensità a sostenere gli investimenti per sviluppare le nuovi fonti energetiche: in primis, il solare (293 €/MWh), a seguire il biogas – anche da discarica – (225 €/MWh), i bioliquidi (175 €/MWh) e le biomasse e i rifiuti (101 €/MWh).

Secondo lo studio la produzione di energia elettrica dai rifiuti è stata finora poco sostenuta: nel 2019, su quasi 13 miliardi di incentivi alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, agli impianti che trattano rifiuti per produrre energia sono stati erogati 679 milioni di euro, il 5% del totale. Era più di un miliardo di euro nel 2014. Una parte di queste risorse ha altresì incentivato modalità di gestione dei rifiuti, come la cattura del metano in discarica, che, pur avendo un qualche beneficio ambientale, si collocano all’ultimo posto nella gerarchia dei rifiuti. Al contempo impianti più efficienti e meno impattanti per l‘ambiente come quelli di waste-to-energy, preferibili secondo la gerarchia dei rifiuti, sono stati sistematicamente boicottati.

Per il REF ai rifiuti non è stato ancora riconosciuto un ruolo centrale nel percorso di decarbonizzazione, coerente con il potenziale, quand’invece la produzione di energia da rifiuti riveste un ruolo di primo piano nel percorso di decarbonizzazione, e continuerà a giocare un ruolo in futuro anche nella promozione dell’Economia Circolare, atteso che il complemento allo sviluppo del riciclaggio e alla minimizzazione dello smaltimento in discarica è rappresentato proprio dal recupero di energia dai rifiuti.
Se gli orientamenti comunitari spingono per un graduale abbandono degli incentivi per incenerimento e discarica, concentrando gli sforzi su prevenzione e reimpiego dei prodotti, viene comunque ribadito il peso specifico per il WTE nella chiusura del ciclo di gestione, quale opzione ambientalmente preferibile alla discarica.

La carenza di impianti di WTE in vaste aree del Paese e la consapevolezza del bisogno che di questi impianti si continuerà ad avere ben oltre il 2035, per gestire rifiuti combustibili e scarti non riciclabili, giustifica il mantenimento di un sostegno alla produzione di energia dai rifiuti, quale ingrediente imprescindibile di un cammino di decarbonizzazione che anche il nostro Paese è chiamato a sostanziare.

La conclusione cui approda la ricerca è chiara: occorre sostenere il WTE, assicurando continuità ai programmi di incentivazione della produzione di energia dai rifiuti, calibrati in funzione della distanza dagli obiettivi comunitari, e promuovendo allo stesso tempo le migliori tecnologie (Best Available Technologies – BAT) al fine di contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione.

Per saperne di più visita il sito del REF.

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