Green new deal italiano: tutte le risorse per sostenere la sfida ambientale

Il sostegno alla sfida ambientale in Italia vale 33 miliardi di euro. A tanto ammonta il piano per il green new deal italiano. La cifra, stanziata con l’ultima Legge di Bilancio, accompagnerà la svolta verde nel nostro Paese per i prossimi 15 anni.

Su questi interventi il governo si gioca tutta la credibilità del piano messo a punto, che segue e persegue l’ambizioso, quanto concreto, obiettivo europeo di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Si sta già lavorando per stabilire i criteri per l’assegnazione delle risorse del fondo per gli investimenti green, sostenuti da un budget di 20,8 miliardi di euro suddivisi per progetto, fino al 2034. È previsto poi che questo fondo verrà sostenuto anche attraverso appositi accordi con la Banca europea per gli investimenti, Cassa Depositi e Prestiti, sistema bancario.

Forte di un sostegno etico globale che persegue questo obiettivo collettivo e del lavoro serrato di tecnici e governo, il Ministero dell’Ambiente ha deciso di istituire entro il 2021 una commissione specifica che si occuperà dello studio e dell’elaborazione di proposte per la transizione ecologica e la riduzione dei sussidi potenzialmente dannosi per l’ambiente.


Green new deal

Green new deal, il programma europeo

Al piano approvato nel nostro Paese e alle intenzioni manifestate va aggiunto quanto di buono si sta già facendo in sede europea: la Commissione, infatti, all’interno del suo Green Deal, ha inserito misure tali da renderlo il programma più ambizioso ad oggi presentato. Se approvato, permetterà alle imprese e ai cittadini europei di percorrere con un sostegno reale, la strada verso la sostenibilità e investire in tecnologie verdi all’avanguardia.

In particolare, tra gli interventi ci sono quelli volti a raggiungere gli obiettivi UE sulla gestione del ciclo dei rifiuti, che per il 2035 mirano al 65% di riciclo dei rifiuti urbani e al conferimento in discarica del 10%.

Alle buone intenzioni espresse, dunque, servono anche fatti concreti. Sempre per quanto riguarda lo smaltimento, la nostra percentuale di rifiuti solidi urbani in discarica è addirittura del 23%. Servono investimenti, serve un contesto normativo certo e l’attivazione di politiche di intervento sui mercati dei beni riciclati. È necessario che lo Stato accompagni la buona volontà degli investitori privati.
Se le intuizioni e le ambizioni italiane e europee si riveleranno concrete e se si darà seguito ad esse, cambierà il modo di vivere di ciascuno e, insieme ad esso, il modo di fare impresa puntando a profitti che poggiano su sostenibilità e economia circolare.

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