Sersys Tips | Economia circolare e gestione dei rifiuti: cosa prevede il PNRR 

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede di realizzare, con la Missione 2, la transizione verde, ecologica e inclusiva del Paese favorendo l’economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e un’agricoltura più sostenibile.

Per quanto attiene all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti, l’obiettivo è quello di potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo dei materiali.

Economia circolare e gestione dei rifiuti: gli investimenti

Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

  • importo investimento € 1.500.000.000
  • data avvio: 30 giugno 2021
  • data chiusura: 30 giugno 2026

L’obiettivo dell’investimento è di migliorare e digitalizzare la gestione dei rifiuti urbani e rafforzare le infrastrutture per la raccolta differenziata, sia ammodernando gli impianti di trattamento (carta, vetro, organico, acque reflue, scarti di pellame…) sia realizzandone di nuovi, così da colmare il divario tra le regioni del Nord e quelle del Centro-Sud.

I sistemi di gestione dei rifiuti urbani sono oggi in Italia molto fragili e caratterizzati da procedure di infrazione in molte regioni, in particolare nel Centro-Sud, dove la rete di impianti di raccolta e trattamento è troppo spesso inadeguata (oggi circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti vengono trattate fuori dalle regioni di origine). Circa il 60 per cento dei progetti si focalizzerà perciò sui comuni del Centro e del Mezzogiorno.

Gli investimenti mirano a colmare le differenze di gestione, di capacità impiantistica e di standard qualitativi tra le diverse aree del territorio nazionale, con l’obiettivo di recuperare i ritardi e raggiungere gli obiettivi previsti dalla normativa europea e nazionale: 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2035, con un massimo del 10 per cento di rifiuti avviati in discarica. Sono previsti impianti innovativi anche per il trattamento di pannolini e assorbenti (PAD).

Progetti “faro” di economia circolare

  • importo investimento: € 600.000.000

Il piano d’azione dell’UE per l’economia circolare introduce target mirati per alcuni settori di rifiuti a forte valore aggiunto, tra i quali RAEE, carta e cartone, plastica e tessile. L’Italia ne è ancora lontana: ad esempio, più della metà dei rifiuti plastici non viene riciclata ma utilizzata per il recupero energetico o inviata in discarica.

Obiettivo dell’investimento è quello di potenziare il trattamento e il riciclo dei rifiuti per:

  • Smaltire i rifiuti in modo più efficiente grazie ad impianti all’avanguardia;
  • Ridurre i materiali scartati e aumentare il riciclo, con un utilizzo minore delle materie prime;
  • Eliminare le emissioni tossiche prodotte dagli stoccaggi;
  • Evitare nuove procedure di infrazione a carico dell’Italia.

L’investimento punta dunque a potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento per arrivare a percentuali di riciclo pari al 50 per cento per l’alluminio, al 70 per cento per il vetro, al 75 per cento per carta e  cartone, al 50 per cento per i rifiuti plastici (tramite riciclaggio meccanico, chimico, “Plastic Hubs”). Particolarmente interessante è lo sviluppo di tecnologie avanzate di riciclo meccanico e chimico delle plastiche rivolto anche ai rifiuti recuperati in mare, il cosiddetto “marine litter”.

Economia circolare e gestione dei rifiuti: le riforme

Le linee di intervento del PNRR sono accompagnate da una strategia di riforme che vogliono potenziare equità, efficienza e competitività del Paese. Le riforme sono parte integrante del Piano perché fondamentali per l’attuazione degli interventi.

Sono previste tre tipologie di riforme: riforme orizzontali, riforme abilitanti e riforme settoriali.

Le riforme orizzontali sono trasversali a tutte le Missioni del Piano: migliorano l’equità, l’efficienza, la competitività e il clima economico del Paese e sono la riforma della Giustizia e la riforma della PA.

Le riforme abilitanti sono interventi funzionali a garantire l’attuazione del Piano e a migliorare la competitività e la semplificazione della legislazione. È un intervento riformatore trasversale a tutte e Missioni del PNRR che agisce sull’eccesso di leggi e sulla loro scarsa chiarezza, semplificando la normativa e digitalizzando la PA.

Per quanto di nostro interesse, è prevista  una profonda semplificazione delle norme per i procedimenti in materia ambientale e delle disposizioni per la valutazione di impatto ambientale (“VIA”). Le norme attuali prevedono procedure lunghe e ostacolano la realizzazione degli interventi, a cui spesso si aggiunge la complicazione normativa e procedurale dei contratti di appalto pubblico. La VIA è indispensabile per la realizzazione delle opere pubbliche e per gli investimenti privati.

Infine, sono previste riforme settoriali per accompagnare gli investimenti delle singole Missioni, innovazioni normative per introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti.

Per quanto attiene l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, sono previste due riforme settoriali:

  • La Strategia nazionale per l’economia circolare, che prevede l’aggiornamento della strategia nazionale entro giugno 2022 per integrare nelle sue aree di intervento anche la bioeconomia e l'”economia blu”, cioè la creazione di un sistema sostenibile attraverso l’utilizzo di sostanze precedentemente non valorizzate. Offrirà strumenti, indicatori e sistemi di monitoraggio per valutare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi, oltre a un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti per supportare gli organi di controllo e le forze dell’ordine nella prevenzione e repressione dei reati.
  • Il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, che ha l’obiettivo di raggiungere i livelli più alti di recupero, riutilizzo e riciclo dei materiali, limitando al minimo il residuo finale. Sono previsti sistemi di monitoraggio per evitare l’apertura di nuove procedure di infrazione a carico dell’Italia, evidenziare i casi di scarsa raccolta, scoraggiare l’avvio in discarica e impedire l’abbandono e il rogo dei rifiuti.

Quante sono le scadenze del Pnrr per il 2022

L’Italia ha conseguito tutti i 51 obiettivi previsti per il 2021 e il 30 dicembre 2021 ha inviato alla Commissione europea la domanda per il pagamento della prima rata da 24,1 miliardi di euro.

Il cronoprogramma per l’anno in corso prevede il conseguimento di 100 scadenze, tra milestone e target. Si tratta del doppio rispetto a quelle previste per il 2021. Per  quanto riguarda la missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica) sono 24 le misure interessate da scadenze. il soggetto individuato come responsabile del maggior numero di scadenze è il ministero della transizione ecologica (Mite). Il dicastero guidato da Roberto Cingolani infatti è competente in maniera esclusiva per il conseguimento di 14 scadenze tra milestone e target. A queste poi se ne aggiungono altre 4 per cui il Mite è coinvolto insieme ad altri soggetti.

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