Costituita la start-up delle bonifiche TRIREME

È stata ufficialmente costituita nei giorni scorsi TRIREME srl, la start-up specializzata nell’attività di bonifica nata dalla collaborazione tra Sersys Ambiente, il Dipartimento di Chimica dell’Università di Roma “La Sapienza” e l’Istituto di Ricerca Sulle Acque del CNR.

TRIREME offre un approccio innovativo, affidabile, ecosostenibile e multidisciplinare e si propone al mercato come partner in grado di individuare le migliori soluzioni per intervenire sui siti contaminati e gestire tutte le fasi di bonifica attraverso lo sviluppo e la applicazione di tecnologie innovative.
Il suo nome, oltre a evocare una delle più efficienti soluzioni navali sviluppate dai greci e poi utilizzata dai romani, è l’acronimo di Technologies for Reliable Innovative REMEdiation.

Dopo l’annuncio negli scorsi mesi, il progetto entra nella sua fase operativa.

Il Presidente della neo costituita società, che ha sede presso gli uffici dell’Università La Sapienza, è Marco Steardo, l’AD è Marco Petrangeli Papini.

TRIREME si contraddistingue per l’elevata specializzazione nel settore delle bonifiche e ha come obiettivo fornire consulenza nelle fasi di valutazione (costruzione del modello concettuale a supporto della bonifica), selezione/progettazione e implementazione di processi di bonifica, con approcci innovativi e sostenibili, in siti contaminati e di trattamento delle acque reflue.
Per farlo mette a disposizione dei propri clienti un know-how che è il risultato di decenni di ricerca in campo accademico e parallelamente un’esperienza approfondita nelle tecnologie e metodologie messe a punto da Sersys Ambiente.

Il brevetto

Trireme può fornire consulenze su un’ampia gamma di metodi di bonifica, soprattutto basati sulla stimolazione dell’attività biologica naturalmente presente in siti contaminati, ma può anche contare sull’utilizzo di un brevetto sviluppato dalla collaborazione tra Università La Sapienza, Sersys e IEG, depositato nel 2017: un’eccellenza nel settore, risultato di un know-how che coniuga la ricerca accademica decennale, la solidità delle tecnologie e metodologie aziendali sviluppate nel tempo. Il processo brevettato riguarda la bonifica di siti complessi storicamente contaminati da solventi clorurati, nitrati e solfati.

La soluzione ideata è particolarmente innovativa perché utilizza una manipolazione idraulica della falda, con pozzi a ricircolazione e senza emungimento netto di acqua, per mobilizzare efficacemente contaminanti intrappolati in zone a bassa permeabilità.

La ricircolazione consente inoltre di distribuire donatori di elettroni direttamente in situ per stimolare l’attività biologica declorante. Questo attraverso la fermentazione in continuo di un polimero biodegradabile, il PHB, poli-beta-idrossibutirrato. Un reattore a ferro-zerovalente completa il processo rimuovendo i contaminanti mobilizzati prima della reimmissione dell’acqua trattata in falda. Il brevetto è stato largamente testato alla scala pilota con ottimi risultati, sia dal punto di vista tecnico che ambientale, e attualmente vede la sua prima applicazione operativa in una complessa realtà industriale.

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