ASviS su PNRR: “Risorse insufficienti per la transizione ecologica”

È stato presentato lo scorso 9 marzo il rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile intitolato “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Legge di Bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile”.

Con questo documento, l’ASviS ha analizzato, alla luce degli obiettivi espressi dal’Agenda 2030, tutte le Missioni previste nel PNRR, avanzando proposte per contribuire alla revisione del Piano attualmente in corso. La raccomandazione che emerge dall’analisi è quella di adottare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sia per definire la governance verticale e orizzontale del piano, sia per monitorarne e verificarne i risultati.

Sono diverse, infatti, le criticità riscontrate nella versione corrente, a partire dalla mancanza di un’indicazione dettagliata sulla priorità delle riforme necessarie.Viene inoltre sottolineata l’assenza di un richiamo sistematico alle raccomandazioni del Semestre europeo 2019 e 2020 e di un allineamento ai nuovi target climatici europei.

ASviS sviluppo sostenibile

In particolar modo, sono reputate inadeguate le misure previste per la Missione 2 Transizione ecologica verso l’economia circolare, della quale si segnala la mancanza di un’efficace visione strategica e un’insufficienza dei fondi predisposti. A partire dalla sezione dedicata a Economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti, della quale l’ASviS segnala la carenza di riferimenti a questioni fondamentali, come il tema degli imballaggi e l’impiego dei fanghi di depurazione in agricoltura.

A tal proposito, vengono bocciati anche gli interventi dedicati agli Impianti per il riciclo e alla Riconversione dei processi industriali, ritenuti incapaci di esprimere la necessità di una profonda e accelerata transizione verso l’economia circolare. I fondi destinati al superamento del gap impiantistico sono giudicati insufficienti e dunque inefficaci per invertire il trend che, a oggi, continua a vedere l’Italia costretta a esportare rifiuti, perdendo materia prima, denaro ed energia.

L’ASviS segnala anche la necessità di introdurre dei meccanismi di incentivazione destinate alle imprese – per ridurre il differenziale di costi e di prezzi rispetto alle produzioni “lineari”, tramite credito d’imposta – ma anche ai cittadini per l’utilizzo di prodotti “circolari”.Sono considerate deboli anche le misure d’intervento a favore del clima, che allo stato attuale prevedono principalmente uno stanziamento di fondi per vecchi progetti, tralasciando i nuovi necessari provvedimenti volti alla transizione energetica. Secondo l’ASviS, il Piano non sembra riuscire a indirizzare investimenti adeguati verso la decarbonizzazione di industria, edilizia e trasporti tali da promuovere il ricorso a fonti di energia rinnovabile.

Una problematica sostanziale, visto che le Linee guida della Commissione europea agli Stati membri e il Regolamento del fondo indicano di destinare il 37% dell’ammontare complessivo delle risorse impiegate ad azioni per il clima, per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la biodiversità terrestre e marina: a favore di tali scopi, il PNRR riserva solo il 31% dei 223,9 miliardi di euro. Vanno dunque riassegnati 13,44 miliardi (il 6%) per adeguare il testo ai criteri indicati dalla Commissione europea.

Oltre al PNRR, l’ASviS ha esaminato anche la Legge di Bilancio 2021, richiamando l’attenzione sull’assenza di stanziamenti per far fronte alle diverse procedure di infrazione per mancato rispetto della Direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Così come desta preoccupazione l’assenza di strategie di rilancio delle fonti di energia rinnovabile.
Promossa, invece, l’istituzione di un fondo “Contributi per la promozione di compostiere di comunità nelle zone economiche ambientali” pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022: la misura, atta a contribuire alla realizzazione di compostiere, è ritenuta efficace per promuovere l’uso del compost in agricoltura, recuperando e valorizzando le frazioni organiche. Da accompagnare, però, a un’imprescindibile attività di comunicazione rivolta ai cittadini per assicurare una corretta selezione della frazione organica. Viene auspicata l’estensione di questa misura anche per gli anni successivi al 2022.

Qui è possibile scaricare il Rapporto

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